domenica 18 dicembre 2016

RUNNERS TRAVOLTI DALLA NEBBIA


Treviglio 18 dicembre 2016, terza tappa del Trofeo Monga, Astolfi, Cimenti e Bordenga, questi i nomi dei temerari che da qui a poco si dissolveranno nella nebbia del tracciato. La temperatura indica -2, mentre quel fumo immobile e denso nasconde ogni cosa. Si distinguono a stento scheletri di castagni senz'anima tendersi verso un cielo che non c'è, mentre un freddo antico, sferza ogni vibrar d'ali o dolce canto. Quell’immensa nuvola caduta sulla città pare inghiottire golosa ogni cosa, case, strade e percorso, ma non la voglia di correre di tutte quelle sgargianti figure che riemergono dal nulla. I primi a partire o sarebbe il caso di dire a essere avvolti da quel manto di grigiore sono Bordenga e Cimenti, quattro giri da 1,5 km a completare il medio di 6 km per loro. Il tragitto è ostico, si scivola parecchio, specie in curva, un paio di fossi, qualche salita impegnativa e infine una discesa fangosa. Cimenti parte forte, riesce a stare col manipolo di testa per tutto il primo giro, fino al delinearsi naturale delle forze in campo, mentre Bordenga in questo periodo arranca, fatica molto, sia a correre sia a respirare, ma tiene duro e arriva in 24’17", mentre Cimenti conferma l'ottimo stato di forma chiudendo in 22’28". Nel cross lungo, quello da 9km , Astolfi si è difeso molto bene, correndo per piazzarsi tra i primi 4 , solo nel finale ha ceduto leggermente il passo, arrivando a 5 secondi dalla quarta posizione, ottenendo comunque un buonissimo quinto posto assoluto col tempo di 32’12". 

Primo classificato cross medio Togni Manuel 20’14".

Primo classificato cross lungo Sonzogni Pietro 30’24". 

giovedì 15 dicembre 2016

FASCITE PLANTARE – QUANDO IL PIEDE S’INFIAMMA


La Fascite plantare può manifestarsi, in alcuni casi con un dolore acuto e intorno al centro del tallone, in altre situazioni il dolore, originato dalla pianta del piede, si percepisce fino alla zona periferica delle dita o, posteriormente, fino alla gamba. Tutti questi sono sintomi di una possibile Fascite plantare, ovvero, uno stato infiammatorio della pianta del piede che, secondo i casi può manifestarsi dopo uno sforzo fisico (per esempio correre) o in forma costante, inficiando la qualità della vita della persona e portandola a scompensi posturali.

Clinicamente il fenomeno si manifesta quando un eccessivo movimento di flessione metatarso-falangea, provoca un allungamento dell'aponeurosi plantare (il tessuto connettivo che sta alla base del piede), generando, un'infiammazione.

Questo stato infiammatorio colpisce spesso gli sportivi, che tendono a "stressare" maggiormente l'articolazione della caviglia e, in generale, l'arto inferiore. Non sono però da trascurare i casi riferiti a persone in sovrappeso e con problematiche della schiena, che possono interferire, per relazione fasciale, con la base plantare.

Altra causa di Fascite plantare può essere ricondotta alle calzature, che nello sportivo, sono uno "strumento di lavoro" che va scelto con la massima cura. La tendenza a pronare eccessivamente  il piede (caricare prevalentemente sulla parte anteriore del piede) potrebbe infine, essene un’ulteriore causa, per via dell’eccessivo allungamento della fascia plantare.

Non ci sono invece, ad oggi, particolari evidenze scientifiche che mettano in relazione questa dolorosa patologia con il piede piatto o cavo.

Considerando che la Fascite plantare solitamente si risolve in modo spontaneo, con riposo, può essere utile applicare in  fase acuta del ghiaccio sulla parte. Se il dolore è forte, si deve evitare di forzare la camminata e mettersi immediatamente a riposo, utilizzando scarpe che non siano eccessivamente morbide o troppo dure.

Gli sportivi devono invece controllare che le calzature normalmente utilizzate durante l'attività sportiva non causino un aumento del carico sull'aponeurosi plantare. Farsi eventualmente consigliare da uno specialista che, in base al “logorio" presentato dalla scarpa stessa, sarà in grado di identificare un'eventuale eccessiva pronazione. Devono inoltre diminuire il carico di allenamento ed evitare provvisoriamente la corsa, che può essere sostituita temporaneamente con la bicicletta o il nuoto.

Importante è, prima di ogni allenamento o competizione, effettuare su entrambi gli arti dello stretching per I ‘aponeurosi plantare, il tendine di Achille e la muscolature del polpaccio.

Per concludere, soprattutto  per chi fa sport, anche in modo preventivo, e per tutti coloro che hanno dolore cronico, è assolutamente consigliato fare un test dell'appoggio plantare o posturale, per mettere in atto le azioni più adeguate al problema.

 

Prof. Emilio Tirelli

Fonte Milanosud

martedì 6 dicembre 2016

TROFEO MONGA - TO BE CONTINUED


Domenica 4 dicembre si è svolta la seconda prova del Trofeo Monga, sul circuito di Castiglione d'Adda. Città di Opera ha schierato tre atleti, Bordenga, Cimenti e Tondolo. La giornata non è particolarmente fredda e di tanto in tanto fanno capolino pavidi raggi di sole. Il tracciato si articola su due giri da 3,300 km, molto impegnativi, terreno gibboso, salite e discese vertiginose e campi coltivati a mais con la parte rimanente del gambo duro e insinuoso. Per Cimenti c'era da verificare il precedente fantastico esordio e non ha tradito le attese, terminando bene la sua prova in 24’15", dietro di lui in 25’58" Bordenga, che ha bisogno di mettere fatica e chilometri sulle gambe senza guardare il cronometro, infine Tondolo al debutto assoluto nella specialità che chiude con un buonissimo 29’07" certificando il suo stato di forma smagliante. Primo classificato Pifferi Mauro 22’02". 
Luca Bordenga
Ufficio stampa

lunedì 28 novembre 2016

GIR ALA CAVA DA RECORD !!


Peschiera Borromeo domenica 27 novembre, è una bella mattinata di carattere autunnale, con un sole tiepido e gradevole che sbuca prepotente da timide nubi che si trascinano nel cielo. Un'aria particolarmente trasparente e fresca rende nitida la pianura spazzando i veli mattutini di foschia, mentre la radura circostante si risveglia di un insolito vitale tepore. È il giorno del “Gir Ala Cava”, un classico appuntamento di fine stagione, gara dal forte richiamo, capace di convogliare moltissimi atleti di primissimo ordine e le società più gloriose del panorama lombardo. Tra i gruppi più folti c'è anche Città di Opera con ben undici atleti alla partenza pronti a dar battaglia su un tracciato pianeggiante e completamente asfaltato che si presta molto nel ricercare un record personale. Le strade intorno al ritrovo si animano presto di colori e calore, è tutto un brulicare di voci e rumori, sembra un formicaio pervaso dal sapore della corsa che libera nell'aria una scia di vitalità. I nostri runners più attesi sono senza dubbio Cimenti e Startari, forti di un ottimo tempo nella mezza di Lodi e tra i più in forma del gruppo; poi c'è l'incognita Bordenga, che viene da un periodo atleticamente difficile e con qualche chilo di troppo; Valente proverà invece a rifarsi dopo Montestella. Mentre Tondolo e Clemente sgomiteranno per ottenere un tempo intorno ai 42', a seguire le nostre tenaci e combattive runnerine Gagliardi e Martucci; Zanni e Diletti che stanno ritrovando la giusta forma e infine ma non meno importante il nostro segretario Renato che cercherà di arrivare entro l'ora. La gara e i pronostici filano via regolari e precisi e le attese della vigilia sono suffragate dai molti record ottenuti. Primo arrivato Città di Opera con 35’33" Startari, dietro di lui ad una manciata di secondi Cimenti con 35’47" ( personal best) , Bordenga 37’12" , Valente 39’41", Tondolo 43’03 ( personal best) , Clemente 43’48" ( personal best), Gagliardi 47’17" ( personal best), Martucci 49’55” ( personal best) , Zanni 50’24" ( personal best ), Diletti 50,51" ( personal best), e infine  Colombo 59’57" ( personal best ).

Primo classificato Rene' Cuneaz con 30’42" prima donna Elisa Cova in 36’22", tutti e due della Cus Propatria.
 

Ps: un ringraziamento particolare al nostro compagno di squadra Luca Cremonesi che per l'occasione, causa convalescenza, si è prestato al ruolo di fotografo, immortalando emozioni e momenti salienti della giornata. Ti aspettiamo presto. 


 

Luca Bordenga
Ufficio Stampa

mercoledì 23 novembre 2016

MARATONINA DI CREMA



Crema 20 novembre 2016.

Vado un po' controcorrente, lo so, mi piace, lo so che sono un animale un po' strano del club Città di Opera (forse perché vivo a Milano), ed eccomi da solo a correre la mezza di Crema, gara che ho già corso nel 2012 (si preparava ai tempi la Maratona di Firenze), ma no! Anzi, non sono solo ! c’è anche il buon Renato che si sobbarca la trasferta nebbiosa per venire a dare manforte al prode Salva (Grazie!)

Beh, siamo seri, la gara è seria, tanti partenti, in questa che, di fatto, è l’ultima mezza autunnale in Lombardia, la giornata è ideale con temperatura non fredda (si può correre senza guanti), senza vento e allora perché non provare a fare un tempo cronometrico discreto?

Lasciamo perdere gli attimi prima della partenza, un po' convulsi… avevo dimenticato di mettere i pantaloni lunghi nella sacca consegnata al deposito borse… quindi iper ripetuta da 300 metri + 300 metri per arrivare sulla linea della partenza a un minuto dallo start. Via si parte… nel primo km mi sento chiamare dall’amico Giuseppe che mi dice “guarda che più avanti puoi trovare tizio e caio… potete andare via insieme…” ma come si fa? Via, dai… anche questa gara si… da soli con se stessi.  

Voglio correre a 4’12”/km e cerco di farlo con costanza, testa, attaccandomi via via a qualche altro runner, ma, di fatto, SOLO. Il percorso è bello, ci sono però due cavalcavia a distanza di 300 metri l’uno dall’altro che un pochino tagliano le gambe… ma vabbè… alla fine saranno quattro in toto… ma siamo dei metronomi e i chilometri vanno via, siamo di poco sopra i 14 km/h. Finalmente si arriva nel lungo rettilineo in pavé del centro cittadino... il traguardo è lì, 1h28’50” e il buon René è pronto a immortalarti nella peggiore espressione che si può avere dopo 21 km, ma siamo contenti lo stesso. La medaglia è sempre fonte di soddisfazione… video selfie subito su instagram (salvamerando) e poi via al ristoro, al cambio nell’accogliente palestra e di corsa (in auto però stavolta) verso Milano… nel pomeriggio telefonata del Presidente (grazie !) e quindi relax completo. Dal vostro inviato al fronte è tutto per oggi. Alla prossima!

Salvatore Merando

LA RICETTA DEL CROSSANT


Momenti campestri

Primo respiro ribelle del mattino, greggi di nubi dormono abbracciate e schiacciate contro un cielo assassino. 

Mastico il profumo dell'erba bagnata, mentre un brivido in attesa di sparo corre lungo la schiena gelata. 

Miasma della calca che trasuda balsamo e veleno, adrenalina dal ventre molle, bocca impastata e sapore ameno. 

Come un bambino corro , tra fusti neri e tristi mi dileguo, i chiodi svegliano la terra dormiente, coperta da foglie rosso sangue che macchiano l'ambiente.  

Le gambe salgono, scendono, urlano contro un cielo livido e  infernale , come un animale in corsa dilato i polmoni coi miei fratelli in branco in cerca di un tempo ottimale. 

Resto a mezz'aria, senza tempo, senza spazio, senza fine, in 6000 interminabili istanti estasi di endorfine. 

In un attimo che è solo mio.

Dove la vita scorre...dove tutto resta, dove la corsa è un'idea semplice di felicità.
 

Luca Bordenga
Ufficio Stampa

mercoledì 16 novembre 2016

GAGLIARDISSIMA ALLA MARATONA DI RAVENNA

 
Domenica 13 novembre 2016 eravamo presenti alla maratona di Ravenna con la nostra allegra e vivace esponente, l'inossidabile Astrid. Ravenna non è notoriamente un grande agglomerato, quindi il grosso del percorso si è sviluppato oltre il centro abitato, in modo preponderante su un rettilineo di statale percorso nei due sensi di marcia, ovviamente essenziale ma poco appassionante, mentre molto colorata e calorosa la parte che ha toccato i vari punti d'interesse culturale della città. L'intento di Astrid era di stare sotto le quattro ore, ma una maratona è sempre un’incognita, considerando i molti chilometri da percorrere e in questo senso per la nostra runnerina l'aspetto più importante era comunque arrivare sotto l'arco d'arrivo. Via si parte, Astrid corre facile, ha dei movimenti sciolti e l'approccio è molto positivo, sta bene e si vede, dosa bene l’energia e s’integra in modo puntuale, al 36° chilometro ha pure la forza e la generosità di aiutare un amico in difficoltà, si accosta gli prende la mano e lo accompagna fino alla fine. Termina la sua gara con un sorprendente 3h49’50" suo nuovo personale, limando di oltre 11 minuti il precedente crono.
Piccola curiosità, le medaglie consegnate agli atleti, fatte interamente a mano, tutte differenti tra loro perché composte di frammenti di vetro che andavano a comporre un mosaico rappresentante una delle pietre preziose che orna la croce monumentale dell'abside di Sant'Apollinaire in Classe a Ravenna.